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K Pop

Il K-Pop macina numeri da capogiro ormai ovunque, dopo aver varcato i confini nazionali per diffondersi, con proporzioni più o meno contagianti, in ogni angolo del pianeta. Non deve perciò stupire l'arrivo su Netflix di un film d'animazione che vede al centro del racconto proprio una pop-band coreana tutta femminile, immersa in un mondo fantastico dove i demoni minacciano l'esistenza dell'umanità e soltanto la musica può "accendere l'anima e unire la gente". Il film esplora temi universali come l'accettazione di sé, la gestione dell'ansia e la forza che deriva dalla comunità (in tempi in cui si parla della solitudine del cittadino globale). 

Accettazione di sé e ansia sociale

Il film utilizza i "demoni" come metafora delle insicurezze (o in senso più lato di quelli che Jung avrebbe definito aspetti ombra) o più o meno consapevolmente celate o represse della propria psiche. Una delle tre protagoniste, Rumi, è metà cacciatrice e metà demone vive nel terrore che questo suo aspetto ombra possa venire letteralmente alla luce, e che per questo lei non venga accettata dalle sue amiche in primis. Questa paura rappresenta anche la pressione sociale a nascondere le proprie imperfezioni o vulnerabilità, mostrando unicamente la maschera che occorre per essere sempre amati dagli altri (detto per inciso: una delle idee irrazionali di Ellis). Le sue "tracce demoniache" che appaiono sul corpo simboleggiano la vergogna e il peso emotivo che Rumi prova, ma anche l’interfaccia della falsa dicotomia corpo-mente. L’importante messaggio del film è che l'integrazione di tutte le parti di sé, sia quelle “buone” che quelle “cattive” o vulnerabili, è fondamentale per raggiungere la completezza e il benessere. 

Relazioni parasociali e cultura dei fan

La pellicola affronta anche la psicologia della cultura dei fan e le dinamiche delle relazioni parasociali che i fan sviluppano con i loro idoli. 

  • Il potere delle cacciatrici di demoni deriva direttamente dall'energia e dal supporto dei loro fan. Questo riflette, in modo esagerato, l'influenza che i fan reali hanno sulla carriera dei loro idoli.

  • Tuttavia, il film esplora anche il lato oscuro, in cui le canzoni maledette usano l'energia dei fan in modo dannoso, trasformando l'ammirazione in ossessione. Questo solleva una riflessione su come i confini tra ammirazione sana e ossessione possano diventare labili. 

Identità culturale e aspettative sociali

  • Il film tocca le sfide legate all'identità in un mondo globalizzato. La doppia eredità di Zoey, metà coreana e metà americana, ad esempio, riflette la sua lotta per trovare il proprio posto.

  • Mira, l'altra protagonista, si ribella in silenzio alle aspettative familiari e sociali, che impongono un'immagine ideale e perfetta di "brava ragazza coreana". 

La forza della comunità e della vulnerabilità

  • Un messaggio chiave è che la vulnerabilità, lungi dall'essere una debolezza, è la base per la connessione autentica e la guarigione. La protagonista impara che condividere le proprie insicurezze non porta al rifiuto, ma a una maggiore solidarietà e supporto da parte della sua comunità.

  • Il film celebra il potere della comunità e dell'accettazione incondizionata, mostrando che la forza collettiva dei fan e dei legami tra le cacciatrici è ciò che permette loro di vincere. 

Realismo psicologico in un contesto fantasy

Nonostante la premessa fantastica, i personaggi si comportano in modi sorprendentemente realistici, affrontando insicurezze, procrastinazione e conflitti tipici dei giovani. Questo realismo emotivo, in contrasto con l'azione esagerata, rende la storia più potente e riconoscibile per un vasto pubblico, offrendo un messaggio di accettazione e crescita che va oltre la semplice narrazione di intrattenimento.

La psicologia in Kpop Demon Hunters si esamina attraverso diversi temi: l'accettazione di sé (in particolare per il personaggio di Rumi, metà umana e metà demone) e la gestione delle pressioni dell'industria consumistica K-pop, come l'ipersessualizzazione e la ricerca della perfezione (rimarchevole la dissoluzione degli addominali). Il film esplora anche la psicologia dei personaggi attraverso le dinamiche di gruppo (amicizia, ambizione, sacrificio) e il modo in cui le loro fragilità vengono trasformate in forza, cita il monologo di Celine che incita a comprendere il significato emotivo e spirituale del proprio talento. 

Temi psicologici trattati nel film

  • Accettazione di sé: 

Il film approfondisce il tema del confronto con il proprio passato e l'accettazione della propria identità, soprattutto attraverso il personaggio di Rumi, che deve affrontare di essere metà umana e metà demone. La sua trasformazione da vittima dei simboli che la marchiano a qualcuno che usa le sue debolezze come superpotere è un aspetto centrale della trama. 

  • Psicologia del K-pop: 

Il film analizza le pressioni psicologiche vissute dagli idol del K-pop, esplorando dinamiche come l'ipersessualizzazione, l'infantilizzazione e la costante ricerca di perfezione. Il successo di gruppi come i Saja Boys, ispirati a boy band reali, crea un conflitto narrativo che rispecchia le dinamiche dell'industria musicale. 

  • Sviluppo personale e crescita: 

La storia di crescita dei protagonisti è centrale nel film, con un focus sulle sfide personali, la crescita emotiva e l'amicizia. Come sottolineato da alcuni critici, i personaggi devono affrontare le proprie insicurezze per diventare più forti. 

  • Dinamiche di gruppo: 

Vengono esplorate le dinamiche di gruppo tipiche degli idol, come l'amicizia, l'ambizione e il sacrificio, che fungono da motore narrativo e riflettono le interazioni universali tra i personaggi. 

  • Eroismo e significato: 

Il monologo di Celine in una scena del film è un esempio chiave: non si limita a rappresentare una chiamata all'eroismo, ma guida i personaggi a comprendere il significato profondo e spirituale del proprio talento, al di là del valore commerciale ed estetico. 

Riflessione psicologica del pubblico

Il successo del film può essere ricondotto a come riesce a parlare a un pubblico eterogeneo. I più giovani possono identificarsi con le battaglie magiche e l'animazione colorata, mentre i teenager si riconoscono nelle dinamiche di gruppo e nelle emozioni musicali. Gli adulti, invece, possono apprezzare l'approccio che unisce la critica sociale a temi come crescita, responsabilità e amicizia, rendendo il film un prodotto culturale che risuona su più livelli. 

Kintsugi

Significa "riparare con l'oro". Questa tecnica non nasconde le crepe, ma le valorizza rendendo l'oggetto riparato più prezioso e unico, unendo i frammenti rotti con una lacca (spesso urushi) e polvere d'oro, d'argento o metallo. Il concetto filosofico del Kintsugi sottolinea che le imperfezioni e le "cicatrici" possono diventare fonte di forza e bellezza. 

Tecnica e filosofia

  • Tecnica: I frammenti vengono incollati usando una lacca speciale e la giuntura viene ricoperta con polvere d'oro, o d'argento, per evidenziarne la riparazione. Esistono tecniche moderne che utilizzano resine epossidiche e pigmenti metallici, che sono più facili da usare e più economici rispetto alla lacca urushi e all'oro vero.

  • Filosofia: Il Kintsugi rappresenta l'accettazione della fragilità e delle rotture come parte della storia dell'oggetto, invece di nasconderle. Le cicatrici diventano parte integrante della sua bellezza e del suo valore. 

  • Incollaggio: È possibile riparare vasi rotti con resina epossidica mescolata a polvere d'oro. Questa pasta viene utilizzata per ricongiungere i frammenti e, se necessario, riempire le parti mancanti.

  • Versione semplificata: Un metodo alternativo consiste nell'unire i cocci con la sola resina epossidica e poi spolverare l'eccesso di colla che fuoriesce dalle giunture con la polvere dorata. 

Kintsugi e la filosofia di vita

  • Resilienza: La tecnica è spesso vista come una metafora per la resilienza umana: le difficoltà e le ferite non sono qualcosa da nascondere, ma esperienze da integrare che possono renderci più forti e unici.

  • Valorizzazione delle imperfezioni: Invece di gettare via un oggetto rotto, il Kintsugi lo trasforma in un pezzo unico, celebrando la sua storia e le sue imperfezioni. L'oggetto non è più considerato "rotto" ma "migliorato" attraverso la riparazione. 

 

Il concetto di “trovare la propria voce

Per trovare la propria voce autentica in psicologia, è fondamentale coltivare l'ascolto di sé e creare uno spazio di silenzio interiore, per distinguere la voce del cuore dai condizionamenti esterni. 

 

 

 
 
 

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